Circa 20 anni fa, con la trasformazione dei Teatri di Opera italiani da Enti a Fondazioni si è aperta la strada all’ingresso del privato nel nostro settore.

Questo disegno è stato portato avanti nonostante il susseguirsi di innumerevoli ministri della cultura di diversi orientamenti politici.
Ogni legge fatta in questi anni ha previsto ripetuti e lunghissimi periodi di blocco delle assunzioni, riduzioni delle piante organiche, blocco del contratto nazionale di lavoro ecc.; l’obiettivo di fondo, cioè il progressivo disimpegno economico e politico da parte dello Stato verso la cultura musicale, non ha trovato un’opposizione determinata del Sindacato, in primo luogo confederale, ma solo blande iniziative di facciata…

La goccia che ha fatto sicuramente traboccare il vaso è stata nell’ottobre 2014 il tentativo di licenziamento collettivo del Coro e dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma da parte del sovrintendente Carlo Fuortes.

All’epoca nonostante l’ottimamente orchestrata macchina del fango da parte di detto sovrintendente e dell’allora sindaco Ignazio Marino l’indignazione dall’estero fu notevole e a ruota, dopo un primo giustificato smarrimento, anche quella del pubblico italiano. Il tentato licenziamento collettivo fallì, anche perchè all’epoca la legge non lo permetteva; naturalmente si è successivamente rivelato una prova generale per testare la reazione e il consenso dell’opinione pubblica, poi com’è noto il Governo Renzi ha abolito l’art.18 per semplificare le condizioni necessarie al licenziamento collettivo.

Ciò che davvero mancò fu la solidarietà in blocco degli altri teatri italiani.

Un anno fa sempre nel periodo di ottobre nasce il CNFLS, comitato nazionale dei lavororatori delle fondazioni lirico-sinfoniche, per combattere l’ultima gravissima legge (art.24/l.160) che deresponsabilizza la malagestione dei teatri scaricando le colpe sui lavoratori e permettendo la temporanea chiusura delle attività come sistema per ottenenere il pareggio di bilancio.

Questa legge sarà ora inserita in un più organico codice dello spettacolo dal vivo, IL 2287 bis, in discussione al Senato in questi giorni.

Dalla nascita di questo comitato è venuto fuori un atteggiamento sindacale assolutamente variegato nei confronti del concetto di esternalizzazione, soprattutto nei settori artistici (coro, orchestra, corpo di ballo), atteggiamento che in alcuni casi ha addirittura amplificato il sistema macchina del fango nei confronti di Roma causando appunto un totale disinteresse nella lotta comune da parte di tutti i teatri.

Il CNFLS nasce appunto per unire le forze a livello nazionale e si schiera insieme ad altre realtà lavorative nazionali e locali contro il concetto di esternalizzazione tanto caro in questo momento a tutte le forze politiche, processo che nel nostro settore oltre a peggiorare gli annosi e noti problemi finanziari dovuti a gestioni spregiudicate da parte della politica stessa creerà un rapido e inarrestabile abbassamento del livello aritistico e culturale.

In questo ultimo periodo sono stati infatti per sempre chiusi il corpo di ballo di Firenze e quello dell’Arena di Verona,quest’ultimo sempre per mano di fuortes.

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