Siamo lavoratori e lavoratrici dello Spallanzani , siamo quell* che tutti i giorni con passione e professionalità mandano avanti il nostro ospedale. Siamo quell* stanch* di vedere giorno dopo giorno come i nostri politici e sindacati compiacenti e ruffiani stanno svendendo il diritto alla salute pubblica ai privati facendo profitto sulla pelle dei cittadini e dei malati .Siamo quell* stanch* di subire tutti i giorni decisioni prese sulla nostra pelle senza essere ascoltati. Siamo quelli stanch* dei doppi turni e dell’orario imposto dalla dirigenza. Per questi motivi circa un anno fa nasce il coordinamento lavoratori lavoratrici Spallanzani, un movimento che in poco tempo è diventato punto di riferimento di molti lavoratori e lavoratrici.

I nostri principi sono: no alla delega, no ai sindacati concertativi, unità dei lavoratori/trici e degli e delle utenti per lottare per il diritto alla salute gratuito e per tutti. No alle tessere, no ai distacchi, no ai privilegi, no alle raccomandazioni, crediamo nella democrazia diretta e nella partecipazione attiva di tutti i lavoratori e lavoratrici. No all’esternalizzazione dei servizi, no alle cooperative, vogliamo assunzioni stabili perché gli ospedali senza operatori sanitari diventano pericolosi per i malati e per chi ci lavora. Vogliamo stipendi adeguati a quelli Europei. Vogliamo la riduzione dell’ orario di lavoro perché siamo arrivati all’assurdo che mentre nei reparti c’è chi lavora il doppio, migliaia di operatori sanitari restano disoccupati. Noi vogliamo il vecchio orario. Non chiediamo la luna, vogliamo solo quello che ci spetta. Vogliamo mettere fine al demansionamento infermieristico, vogliamo che tutte le figure siano rispettate. Vogliamo il rispetto dei malati e non accettiamo che questi vengano calcolati come numeri, buoni solo per soddisfare le varie performance dei nostri dirigenti.

Ci rendiamo conto che il nostro programma è ambizioso e fa molto paura. Fa paura alla dirigenza che all’ improvviso si ritrova con un gran numero di lavoratori che ha detto no, che non saranno più disposti a subire in silenzio le varie decisioni che li penalizzano ogni volta. Fa paura ai bonzi sindacali che di fronte a lavoratori che vogliono auto organizzare le lotte, percepiscono il pericolo di perdere il ruolo di pompieri e di garanti dello status quo, correndo seriamente il rischio che prima o poi siano costretti a tornare a lavorare come tutti noi. Per questi motivi la loro repressione ci ha colpito duramente, come tutt* sapete, con la sospensione di Alessia e Lorenzo che hanno denunciato in un’ intervista radiofonica le cose che non vanno allo Spallanzani. Ma noi non ci fermiamo.

Noi non abbiamo paura e la lotta per i diritti dei lavoratori, delle lavoratrici e dei malati continuerà sempre più forte, anche e soprattutto in nome di Alessia e Lorenzo. Tutti possono aderire al coordinamento e dare il loro contributo, l’unione fa la forza e come diceva un vecchio proverbio romano: “Nun se move foglia che il popolo non voglia”.

 

COORD. LAVORATORI/LAVORATRICI SPALLANZANI

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