In questa pagina riportiamo la vertenza attualmente in corso, iniziata nel 2013 quando si apre una nuova e dura fase di mobilitazione contro alcuni disegni di legge che mettono in discussione l’esistenza di Aci Informatica. Per conoscere tutta l nostra storia collegati ai link in fondo all’articolo,

A dicembre 2013, pochi giorni prima di Natale, la maggioranza parlamentare che sostiene il governo presenta (attraverso il PD) ed approva un emendamento alla legge di stabilità che prevede lo smantellamento del PRA, per favorire gli interessi privati nel settore, e dunque la soppressione della principale fonte di ricavo dell’ACI con conseguente prevedibile taglio dei nostri posti di lavoro. La risposta immediata, a due giorni dall’approvazione dell’emendamento e prima del voto finale della legge di stabilità, vede le lavoratrici ed i lavoratori di ACI Informatica mobilitati presso la sede nazionale del PD ottenendo un ordine del giorno accolto dal governo che lo impegna a tutelare posti e condizioni di lavoro nell’elaborazione del progetto di riforma del PRA. Di fatto l’emendamento alla legge di stabilità viene lasciato cadere e si inizia a delineare il progetto di riforma complessiva della PA che si concretizza nella legge delega approvata ad agosto 2015.

Nel corso del 2014 e 2015 più volte le lavoratrici ed i lavoratori di ACI Informatica si mobilitano con manifestazioni sotto il Parlamento, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione. Contemporaneamente vengono prodotte iniziative verso le direzioni di ACI e ACI Informatica. All’apertura dell’iter parlamentare di approvazione della legge delega di riforma della PA, la forza delle mobilitazioni impone al Senato della Repubblica di audire la rappresentanza diretta dei lavoratori di ACI Informatica ed acquisirne il parere in sede dei lavori parlamentari. Il testo approvato ad agosto 2015 delega il governo ad emanare un provvedimento, in materia di PRA e Motorizzazione, entro agosto 2016 (poi prorogato a febbraio 2017) sulla base di diverse opzioni possibili.

Durante il lungo iter parlamentare di elaborazione della delega, le lavoratrici ed i lavoratori di ACI Informatica organizzano diverse mobilitazioni presso le sedi istituzionali, realizzano incontri sia con i ministeri interessati (P.A. e MIT) che con le commissioni parlamentari, incalzano le direzioni ACI e ACI Informatica, elaborano documenti per spiegare le proprie ragioni sia agli interlocutori degli incontri che alla cittadinanza.

Il 28 febbraio, proprio allo scadere dei termini per l’esercizio della delega, il governo emana l’atteso decreto e l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di ACI Informatica lo boccia con una mozione approvata all’unanimità perché pone gravissimi rischi occupazionali per i lavoratori (Aci, Aci Informatica e società del settore), perché rischia di mettere in discussione i servizi oggi offerti ai cittadini che non vedranno realizzato alcun risparmio ma anzi al contrario prevedibilmente vedranno realizzato un aggravio dei costi, peraltro senza alcun beneficio né diretto né indiretto per il bilancio dello stato.

Si decide quindi di incrementare le mobilitazioni e, sempre in connessione con questa difficile vertenza sulla legge delega, da una parte di avviare il rinnovo del contratto integrativo aziendale e dall’altra di rafforzare le iniziative di mobilitazione insieme a lavoratrici e lavoratori di altre aziende che subiscono, come noi, la morsa della crisi.

Proprio per affrontare questa nuova durissima fase le lavoratrici e i lavoratori decidono di riunirsi in assemblea permanente, durante la quale si formano diverse commissioni (ognuna con compiti legati alla mobilitazione) che vedono li coinvolgimento diretto di centinaia di uomini e donne militanti.

Tra le varie cose organizzate in questo periodo una giornata di festa popolare nel quartiere allargata alle famiglie, interventi in trasmissioni televisive e radiofoniche con una trasmissione interamente autogestita su Radio Onda Rossa (talmente partecipata da essere costretti a prolungarla ben oltre le due ore inizialmente previste) e una mobilitazione in occasione dell’apertura del Forum della P.A. per contestare direttamente il Ministro Madia presente.

Tra le cose ottenute durante l’assemblea permanente l’impegno (in diretta televisiva) del Ministro Madia a non voler chiudere ACI Informatica ed avviare un confronto con le lavoratici e i lavoratori di Aci Informatica, un comunicato congiunto dei Ministri Madia e Delrio dove ribadiscono di voler salvaguardare l’occupazione in Aci Informatica, una presa di posizione a favore delle lavoratrici e dei lavoratori di ACI Informatica del Consiglio Comunale di Roma (unitario) e dell’Assessora al Lavoro della Regione Lazio (per conto della Regione Lazio).

Inoltre il 30 maggio viene inoltre approvato dall’Assemblea l’accordo di rinnovo del contratto integrativo aziendale con contenuti molto avanzati: forti aumenti reali in busta paga; clausole di salvaguardia dai peggioramenti del CCNL; interventi finalizzati ad una sempre maggiore internalizzazione delle attività; diversi interventi sugli istituti “sociali” a vantaggio di lavoratrici e lavoratori.

Il 1 giugno, dopo 18 giorni vissuti intensamente, l’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di ACI Informatica decide di sospendere l’assemblea permanente per affrontare la nuova fase aperta con la mobilitazione al Forum P.A.

Si avvia così una nuova fase di confronti con i ministeri (MIT e PA) in relazione al decreto che viene pubblicato in gazzetta il 24 giugno ma che avrà numerose tappe intermedie prima della sua definitiva applicazione dal luglio 2018. Una fase tutt’ora in corso e che vede, ancora una volta, le lavoratrici e i lavoratori fortemente mobilitati.

Tra le varie iniziative in corso, la partecipazione al CLU.

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