PROSSIMO APPUNTAMENTO

Il CLU si riunisce
GIOVEDI’ 27 SETTEMBRE ORE 18:00
Sede Alberone – Via Appia Nuova 357

IL FUTURO DEL CLU

Nella riunione di ieri – la prima del “nuovo anno” – si è fatta un ampia riflessione su come rafforzare e rilanciare il progetto del coordinamento lotte unite visto che dopo una prima fase di sviluppo e “forza propulsiva” si è registrato un arresto nella capacità sia di allargarsi a nuove vertenze sia di rilancio delle vertenze presenti. In questo senso ovviamente si sono scontate le difficoltà che attraversa l’intero movimento delle lavoratrici e dei lavoratori e in generale l’affermazione e la rivendicazione dell’interesse di classe, tutti schiacciati dall’attesa messianica prima delle elezioni e poi del nuovo governo per trovare risposte ai bisogni proletari da anni calpestati da governi, padroni e sindacati. Però riteniamo che non sia utile autoassolverci e non fare i conti con le mancanze che anche da parte nostra ci sono state per cui si è avviata una riflessione sulla situazione generale del mondo del lavoro.
Marco di aci informatica ha proposto un approfondimento delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro (organizzazione, processi di automazione, precarizzazione ecc.) e inoltre – a nome dell’acccp – ha offerto la possibilità di mettere la trx di radio onda rossa il tappabuchi a disposizione del clu – da costruire insieme – sia come voce delle vertenze che come spazio di riflessione e dibattito pubblico sul mondo del lavoro.
Da questa proposta si è sviluppato un dibattito dove si è messa in evidenza la necessità di approfondire le trasformazioni della cosiddetta industria 4.0 per constatare quanto questi cambiamenti siano sostanziali o piuttosto un’operazione di facciata.
SI è inoltre cercato di capire come si sarebbe potuta sfruttare la trx radio per rilanciare il clu.
Infine gli interventi fatti hanno messo in risalto il rischio che eventuali approfondimenti diventino un lavoro accademico piuttosto che strumenti utili a intercettare la conflittualità che è comunque presente anche laddove noi non siamo in grado di riconoscerla. Per alcuni di noi, infatti, non è che mancano i comportamenti conflittuali fra le/i proletar@ ma siamo noi che non riusciamo a intercettarli e quindi a dargli un contenuto e una forma organici e “politici”.
Al termine della discussione e dei contributi dati dai presenti si è deciso di rinviare alla prossima riunione – in cui si conta siano presenti anche le altre realtà mancanti ovvero gse, almaviva e sky – per decidere in merito alle proposte.

SANITA’

L’argomento “caldo” è sicuramente il cambio di appalto nei servizi Cup e Recup nella Sanità del Lazio.
In estrema sintesi la Regione ha omesso di inserire, nella gara di appalto, garanzie per i lavoratori attualmente occupati. Il risultato è che la ditta che ha vinto la gara ha proposto assunzioni parziali e con peggioramento delle condizioni di lavoro (compreso pesante taglio al salario).
Dopo un primo momento di sbandamento i lavoratori si sono ribellati e si è arrivati ad un presidio il 3 settembre organizzato dalla Cgil a cui abbiamo partecipato con un volantino. Nel presidio i lavoratori si sono ribellati contro l’esito di un incontro fatto quella mattina stessa tra Cgil e Regione e reclamato a gran voce che tutte le OOSS confluissero nello sciopero già indetto dai Cobas per il 12. Abbiamo pubblicato sul sito la nostra cronaca della giornata.
Allo sciopero del 12 (con presidio) abbiamo portato un altro volantino.
In questo crescendo di mobilitazioni la Regione sta cercando di realizzare accordi con Cgil, Cisl, Uil e Usb per frenare le lotte che ormai chiedono apertamente l’internalizzazione. Quindi la situazione è ancora fluida e potrà avere accelerazioni anche immediate.

Legato indirettamente alla vicenda Cup e Recup anche la questione dell’appalto OSA al Policlinico, in questo caso per personale sanitario.
La vicenda è emblematica del fatto che la parola d’ordine “internalizzazione” può anche essere strumentalizzata da chi governa. Al Policlinico infatti vogliono procedere ad assunzioni attingendo da un concorso, ma prevedendo la contemporanea espulsione dei lavoratori in appalto. A breve sono annunciate le prime 60 assunzioni e conseguentemente le prime 60 espulsioni di lavoratori in appalto.
I lavoratori in appalto sono 800 e lavorano al fianco dei dipendenti del Policlinico da tantissimi anni ma con condizioni di lavoro peggiori. Sono risorse preziosissime per il Policlinico ed espellerle è anche un suicidio per l’azienda. Inoltre le necessità di personale sono talmente tanto alte (a causa del blocco di assunzioni in atto da tantissimi anni nella sanità) che si potrebbe tranquillamente assumere sia i lavoratori in appalto che i vincitori del concorso.
Anche questa è un situazione in rapida evoluzione anche se con una minore determinazione dei lavoratori che cominciano però a dare i primi segnali di reazione.

Novità anche sulla questione consultori. Il costituito Coordinamento delle Assemblee delle Donne dei Consultori ha redatto un documento di denuncia della grave situazione in cui versano i consultori e di richieste di miglioramento. Per tutta risposta la ASL RM2 ha vietato l’utilizzo dei consultori per le assemblee delle donne (cosa tra l’altro illegale perché per legge l’assemblea delle donne è un organo dei consultori). Le Assemblee delle Donne hanno quindi deciso una serie di mobilitazioni.
Lo stesso giovedì 13 le compagne del CLU sono state presenti alla prima di queste iniziative assemblea/presidio davanti il consultorio di via Denina 7. Si sono quindi riconvocate il 19 settembre alle ore 16,30 presso il Consultorio di Piazza dei Condottieri e il 24 settembre alle ore 16,30 presso il Consultorio di Via Resede 5.

Ultima ma non ultima è in arrivo l’applicazione della sanzione disciplinare nei confronti di un lavoratore del Policlinico che ha denunciato i problemi della struttura ospedaliera.

SCUOLA

L’attività, sospesa nella pausa estiva, sta riprendendo in concomitanza dell’inizio dell’anno scolastico.
Nel decreto milleproroghe il Governo ha deciso che le prove invalsi e l’alternanza scuola lavoro non saranno considerate per gli esami di maturità 2019 e 2020.
Nel frattempo le maestre hanno organizzato una partecipata manifestazione sul problema di licenziamenti, tema ancora aperto sul quale non è ancora stata trovata una soluzione.

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