Il 2 luglio è stato consegnato l’ultimo degli “esiti di procedimento disciplinare” avviati a marzo contro tre lavoratori del Policlinico Umberto I di Roma: Luigi procedimento archiviato, Sandro rimprovero scritto, Peppe tre mesi di sospensione senza stipendio.

Ricordiamo che la contestazione è stata mossa dopo che i tre lavoratori avevano accettato di farsi intervistare da un giornalista sui problemi del Policlinico. Per quell’intervista l’azienda ha accusato i lavoratori di averla “ingiuriata”. Ma i lavoratori avevano messo in fila solo fatti conosciuti da tutti: privatizzazioni; esternalizzazioni; carenze di personale; precarietà; mancanza di letti; congestionamento del Pronto Soccorso e sovraffollamento dei pazienti.

La cosiddetta “azienda”, che in realtà è un ospedale pubblico cioè di proprietà dei cittadini, si dovrebbe piuttosto preoccupare della giusta rabbia dei pazienti che ogni giorno devono fare i conti con un ospedale che non funziona. Il Pronto Soccorso è un girone dantesco, l’intero ospedale è disumanizzato, i lavoratori sono in balìa dei ricatti “manageriali”. Sembra che l’unico intento di chi dirige l’ospedale sia quello di mandarlo in rovina per favorire appetitosi interessi privati.

Ma invece di risolvere questi problemi vengono repressi i lavoratori che li denunciano.

Appare dunque evidente che l’unico scopo di questi provvedimenti è quello di impedire che si sviluppino mobilitazioni a difesa della sanità pubblica. Evidentemente chi lotta per questo contrasta l’interesse di chi vuol “dirigere” la sanità pubblica verso la sua definitiva soppressione, che sia un professorino capo reparto, un capo d’azienda o un presidente di regione con spregiudicate ambizioni politiche.

Ma proprio per questo le mobilitazioni a difesa della sanità pubblica dimostrano tutta la loro necessaria efficacia, pur nei limiti di una battaglia che è certamente ancora tutta da sviluppare.

Proprio per questo, insieme ad esprimere totale solidarietà ai lavoratori colpiti, riteniamo che la risposta migliore a questi tentativi di repressione sia quella di proseguire con ancora più convenzione nelle mobilitazioni, rilanciando un messaggio forte e chiaro contro chi cerca di azzittire le lotte inventando false contestazioni: se pensate di fermarci così avete sbagliato indirizzo.

Noi, lavoratori e utenti della sanità, continueremo le lotte per una sanità pubblica, universale, gratuita e umanizzata.

Roma 4 luglio 2018

COORDINAMENTO CITTADINO SANITA’

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