Si è svolta oggi una seconda grande giornata del vademecum, nella quale il Coordinamento Cittadino Sanità insieme ai Movimenti per il Diritto all’Abitare hanno distribuito migliaia di vademecum per la riduzione delle liste d’attesa in diverse strutture sanitarie delle ASL RM1, RM2, RM3, RM4 e RM6.

Anche stavolta è stato raccolto il consenso di numerose persone e anche stavolta registriamo un diffuso nervosismo dei dirigenti responsabili delle strutture ospedaliere e delle ASL che è sfociato in un gravissimo atto repressivo ai danni di un componente del Coordinamento Cittadino Sanità che denunciamo pubblicamente.

La premessa è che questa vertenza sulle Liste di Attesa che il Coordinamento Cittadino Sanità porta avanti ormai da più di un anno, finalizzata alla difesa e al rilancio di una sanità pubblica gratuita universale e umanizzata, ruota intorno alla diffusione di un Vademecum che vuole informare cittadini e cittadine della possibilità prevista da una legge di potere effettuare una visita o un esame nei tempi previsti dalla ricetta che le prescrive e non nei tempi biblici delle liste di attesa. La diffusione di questo Vademecum si rende necessaria a causa del fatto che i dirigenti e i responsabili politici delle strutture sanitarie pubbliche si rifiutano di informarne gli utenti.

Con queste premesse una delegazione del Coordinamento Cittadino Sanità si è recata oggi – 27 giugno 2019 – all’Ospedale Grassi di Ostia per distribuire il Vademecum.

Al nostro arrivo tutti i vigilantes ci hanno accerchiato per invitarci ad “andare fuori” dall’Ospedale, definendolo un “posto privato”. Abbiamo replicato che l’ospedale è un luogo pubblico continuando a volantinare.

A quel punto i vigilantes hanno chiamato i carabinieri. Quando i carabinieri sono arrivati hanno provato a sostenere la stessa tesi dei vigilantes. Abbiamo chiesto di mettercelo per iscritto ma questo non è avvenuto. I carabinieri, evidentemente in difficoltà, dopo aver preso e restituito i documenti, atteso inutilmente l’arrivo del dirigente responsabile dell’ospedale che si è guardato bene da farsi vedere, hanno preso per un braccio un componente del Coordinamento Cittadino Sanità per portarlo fuori dall’ospedale. Nel tragitto verso l’uscita si è aggiunto un vigilantes che ha messo le mani addosso al nostro compagno che ha tentato di impedirglielo e a quel punto i carabinieri hanno messo a terra, immobilizzato e successivamente trascinato con la forza fuori dall’ospedale il componente del Coordinamento Cittadino Sanità, che ha trovato peraltro la solidarietà degli utenti presenti.

Questo è un fatto gravissimo.

Da una parte i dirigenti della sanità, dietro indicazione dei responsabili politici asserviti alla sanità privata, vogliono affossare la sanità pubblica e negano ai cittadini le informazioni che consentirebbero di aggirare i tempi biblici delle liste di attesa.

Dall’altra le forze dell’ordine vengono utilizzate per reprimere chi vuole difendere la sanità pubblica, chi vuole far conoscere le garanzie previste dalle leggi vigenti. Paradossalmente le forze dell’ordine si pongono quindi contro le leggi esistenti.

Ma stiano pure sereni, tanto i dirigenti che affossano la sanità e quanto i loro lacché tra le forze dell’ordine: la nostra mobilitazione per una sanità pubblica gratuita universale e umanizzata andrà avanti.

Coordinamento Cittadino Sanità

Movimenti per il Diritto all’Abitare

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