PROSSIMO APPUNTAMENTO

Lunedì 12 novembre 2018 ore 17:00
Auletta del Policlinico

CUP & RECUP

Le lavoratrici e i lavoratori del Cup e Recup organizzati nei Cobas hanno indetto due scioperi per le intere giornate del 8 e del 9 novembre, insieme ad una Manifestazione giovedì 8 novembre, dalle ore 9, presso la sede del Consiglio Regionale del Lazio, in via della Pisana 1301.
Il Coordinamento Cittadino Sanità sostiene la manifestazione e invita alla massima partecipazione alla mobilitazione per dare sostegno a questa vertenza che sta giungendo ad una fase cruciale e che, se ottenesse risultati, potrebbe fare da volano ad altre mobilitazioni nella sanità.

ASSEMBLEA VENERDI’ 16 NOVEMBRE ORE 15

Nell’ambito dell’intervento che abbiamo deciso, come CCS insieme al Codice Rosso, nel territorio della ASL RM2, sono proseguiti i volantinaggi finalizzati a informare l’utenza del vademecum per aggirare le liste di attesa e della mancanza di risposta della ASL RM2 alle richieste di incontro e chiarimenti sui problemi della sanità nel territorio.
L’iniziativa è finalizzata ad una ASSEMBLEA VENERDI’ 16 NOVEMBRE ORE 15 PRESSO DIREZIONE DISTRETTO 5 ASL RM2 Via Nicolò Forteguerri, 4.
L’Assemblea viene pubblicizzata attraverso distribuzione del volantino, affissione della locandina, creazione di evento facebook e distribuzione nei vari canali social.
Si invita a contribuire alla diffusione e alla massima partecipazione.

REPRESSIONE NELLA SANITA’… E NON SOLO

Il 28 novembre è fissata la prima udienza al Tribunale di Roma sul ricorso presentato contro la sospensione ad Alessia e Lorenzo, dipendenti dello Spallanzani “puniti” dalla Direzione dell’ospedale a seguito di interviste nelle quali denunciavano i problemi dell’ospedale.
Questo atto repressivo non è un caso isolato, ma una precisa strategia per tentare di mettere a tacere le critiche di lavoratrici e lavoratori ai problemi della sanità, sempre più abbandonata a se stessa con il chiaro scopo di privatizzarla. Lo dimostra ad esempio la sospensione senza stipendio inflitta ad un altro lavoratore, Peppe del Policlinico, pochi mesi dopo Alessia e Lorenzo e sempre per un intervista nella quale sono stati denunciati i problemi del Policlinico, intervista rilasciata al candidato M5S alle elezioni nella Regione Lazio.
E il problema della repressione di lavoratrici e lavoratori che denunciano i problemi va anche ben oltre la sanità, come dimostrano gli ormai sempre più numerosi episodi di contestazioni disciplinari inflitti sopratutto alle lavoratrici e ai lavoratori più combattivi nelle vertenze, che spesso trovano la complicità di una magistratura sempre più asservita agli interessi delle imprese e del profitto.
Per ragionare su questi problemi ed organizzare delle prime risposte contro la repressione sono state indette due iniziative:
Domenica 25 novembre, al Casale Alba 2, alle ore 16:00 è stata organizzata una Assemblea Pubblica sulla Repressione dove, a partire dai casi di repressione aziendali (per i quale dalle 13 si organizza un pranzo sociale a sostengo di una cassa di resistenza), ci confronteremo sui vari casi di repressione per analizzare collettivamente il fenomeno e individuare possibili percorsi di risposta.
Mercoledì 28 novembre, al Tribunale di Roma, porteremo la solidarietà ad Alessia e Lorenzo dello Spallanzani in concomitanza con la prima udienza del ricorso.
Seguiranno comunicazioni più dettagliate di pubblicizzazione delle iniziative.

POLICLINICO E SANT’ANDREA

La situazione degli appalti al Policlinico e al Sant’Andrea si fa sempre più problematica.
Da una parte il TAR ha bloccato (il 31 ottobre) la gara di appalto che avrebbe dovuto mantenere la cooperativa OSA al Policlinico.
Dall’altra, oltre al concorso già indetto al Policlinico, è stato bandito un concorso al Sant’Andrea che prevede 250 vincitori e (si stima) circa 2.500 idonei. Da questi concorsi si vuole attingere per sostituire i lavoratori in appalto, che da tantissimi anni lavorano negli ospedali a causa del blocco delle assunzioni in vigore da oltre 10 anni.
In pratica la Regione sta tentando di attuare una internalizzazione dei servizi senza internalizzare i lavoratori. Un fatto grave oltre che miope, perché in questo modo si disperdono professionalità formate in tanti anni e che contribuiscono a tenere in piedi il sistema sanitario.
Si sta dunque materializzando la prospettiva concreta di licenziamento delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto, che si cerca di tenere buoni con vaghe e inconsistenti promesse da parte anche delle OOSS.
Questa partita è in mano proprio a lavoratori e lavoratrici, che se decideranno di mobilitarsi hanno la forza per imporre la loro assunzione, che tra l’altro sarebbe un vantaggio anche per la pubblica amministrazione. E questo sembra essere il momento giusto, visti i bandi in corso, un treno da prendere prima che sia troppo tardi.
Al Policlinico si stanno preparando delle iniziative al riguardo.

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