Si è svolto il 3 maggio allo Spallanzani un presidio in concomitanza della presentazione di un Murales realizzato su commissione del Direttore Generale dell’ospedale, sig.ra Branca, utilizzando fondi di non meglio specificati “Enti Privati”.

Si parla di 50mila euro spesi per un’iniziativa che ha visto persino la partecipazione dell’Assessore Regionale alla Sanità Alessio d’Amato e caratterizzata da murales, targa autocelebrativa, rinfresco, videoproiezione, prete, benedizione e critico d’arte.

Il presidio ha colto di sorpresa il piccolo gruppo di festeggianti, principalmente preoccupati di non far apparire la contestazione alle telecamere presenti. Talmente preoccupati da utilizzare i mezzi delle guardie giurate dell’ospedale (altri soldi pubblici) per tentare goffamente di oscurare la visuale di striscioni e partecipanti attraverso un parcheggio multiplo alla fermata dell’autobus (evviva la legalità).

Immancabile l’inutile arrivo di un blindato delle forze dell’ordine, per l’assoluta tranquillità del presidio.

In questa pagina puoi leggere il comunicato stampa e il volantino distribuito, guardare le foto della mobilitazione e addirittura vedere due servizi tv andati in onda sul presidio.

3 maggio 2018: COMUNICATO STAMPA
Spallanzani: contestazione a Zingaretti durante l’inaugurazione del murales

Il 3 maggio si è svolto un presidio di protesta fuori le mura dell’Istituto nazionale di malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”, organizzato dal Coordinamento cittadino Sanità, Coordinamento lavoratori e lavoratrici Spallanzani e Policlinico “Umberto I”, Codice Rosso ASL RM2, Coordinamento Comitati, Associazioni e cittadini per il Forlanini bene comune e lo Sportello Popolare Monteverde.
La protesta è avvenuta durante l’inaugurazione di un murales, dipinto sulle mura dello Spallanzani, a cui sono state invitate le Istituzioni.

Il murales, seppure finanziato con fondi privati, è il simbolo dell’impegno disperso dalle dirigenze verso attività di facciata e di auto-celebrazione che mirano a nascondere le carenze più volte evidenziate nel servizio sanitario pubblico. Ci piacerebbe che questo impegno così profondo e ricercato fosse indirizzato per risolvere e sanare le deficienze di posti letto, personale e strutture.

Ai festeggiamenti era invitato Zingaretti che ha pensato bene di non presentarsi, ma nonostante tutto i suoi fedelissimi, tra cui D’Amato (attuale assessore sanità) ed Egidio Schiavetti (capo segreteria regionale sanità) si sono uniti al resto della Dirigenza dello Spallanzani in quest’aria di festa, che noi troviamo piuttosto fuori luogo vista la situazione in cui è ridotta la sanità pubblica.

Le istituzioni continuano a portare avanti politiche sanitarie che fanno in modo che il settore pubblico sia sempre più inefficiente, questo per uno scopo ben preciso: fare in modo che l’utenza sia costretta a rivolgersi al privato. Le liste d’attesa sono l’emblema del de-potenziamento del sistema pubblico. I tempi d’attesa medi per alcune visite specialistiche ed esami diagnostici sono aumentati negli ultimi 3 anni, tanto che per alcuni occorre aspettare oltre i 6 mesi. Le persone, almeno quelle che possono permetterselo (la diseguaglianza sociale sta diventando sempre più evidente soprattutto nel contesto sanitario), per evitare queste lunghe attese, ricorrono all’Intramoenia o al privato, che quindi non rientra più in una libera scelta ma in una necessità.

La nostra protesta ha voluto dare risalto anche ad altre problematiche che riguardano il mondo sanitario e che, nel caso della Regione Lazio, non ci sembra abbiano subito miglioramenti:

• Scarse assunzioni (a termine) di personale sanitario e non.
• Precariato, senza alcuna intenzione di stabilizzazioni o internalizzazioni, anzi in molti ospedali romani i servizi e le risorse umane vengono ancor appaltate a cooperative che guadagnano sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici.
• Pronto soccorsi allo stremo, dove i pazienti sono costretti a sostare per i giorni in condizioni disagiate e private anche del minimo di privacy, perché negli ultimi 6 anni sono stati tagliati 4000 posti letto.
• La chiusura dei servizi territoriali come l’assistenza domiciliare e dei consultori, che essendo servizi gratuiti per tutte le donne, vengono ridotti da parte delle istituzioni per far accrescere i profitti privati anche sui corpi e la sessualità delle donne.

Un elenco lunghissimo di mancanze che ognun@ di noi, sia come lavoratore e lavoratrice sia come utente vive quotidianamente sulla propria pelle.
La verità, però, fa male e quindi per fare in modo di censurarci e reprimerci, le forze dell’ordine, chiamate dalla Dirigenza dello Spallanzani a tutelare il famoso murales, hanno chiamato in aiuto un blindato della polizia di stato e le auto della vigilanza (privata) dell’ospedale hanno occupato lo spazio di fermata dell’autobus (servizio pubblico) per nasconderci alla vista delle telecamere.

Nonostante l’adozione di provvedimenti disciplinari e denunce penali verso chi s’impegna e desidera una sanità realmente pubblica ed accessibile a tutt@, continueremo ostinatamente ad opporci alle politiche distruttive e privatistiche, controinformando l’utenza in incontri ed assemblee pubbliche come quella che si terrà il 7 MAGGIO ALLE ORE 17, PRESSO L’AULETTA LAVORATORI E LAVORATRICI DEL POLICLINICO UMBERTO I (Viale del Policlinico 155).

3 Maggio 2018

Coordinamento Cittadino Sanità (CoordinamentoCittadinoSanita@gmail.com)
Coordinamento Lavoratrici e Lavoratori Spallanzani (coord.spallanzani@autistici.org)
Coordinamento Lavoratrici e Lavoratori Policlinico Umberto I (coordinamentollp@gmail.com)
Codice Rosso ASL RM2 (SanitaPubblica@inventati.org)
Coordinamento Comitati, Associazioni e cittadini per il Forlanini bene comune
Sportello Popolare Monteverde

Share This