Con l’apertura dei trasferimenti intraregionali e dell’area schengen siamo quasi tornati alla condizione di sofferenza e disuguaglianza di prima della pandemia e in linea con questo modello di sviluppo anche nella sanità riaprono soltanto i servizi privati (che mai hanno chiuso del resto) mentre il servizio pubblico registra circa trecentomila prestazioni annullate solo a Roma e provincia e quasi altrettante nel resto della regione.

Il Covid-19 ha scoperchiato quello che il Coordinamento Cittadino Sanità insieme ad altri denuncia da anni: la totale assenza di un servizio sanitario pubblico che risponda alle istanze che portarono alla sua istituzione con la legge 833 del 1978.

L’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale doveva, e deve, significare la conquista del benessere fisico e psichico per tutti e tutte attraverso prevenzione, tutela ambientale dei territori e diagnosi precoci. Tutti obiettivi da realizzare attraverso adeguati servizi territoriali, consultori in ogni quartiere, riduzione dell’ospedalizzazione, gratuità delle prestazioni, dipendenti pubblici in ogni qualifica del servizio pubblico – dal cup agli ospedali, dalle RSA agli ambulatori, dai presidi territoriali ai servizi di prevenzione fino al medico di famiglia.

Quello che vediamo è invece che dalle regioni al governo, sulla spinta del capitale privato, si persegue il criminale disegno di aziendalizzazione della prestazione sanitaria – principale responsabile della strage di questi mesi – spostando le già carenti risorse finanziarie dal pubblico alle imprese private della sanità.

Di questo disegno criminale è pienamente partecipe la politica sanitaria della regione Lazio che continua a negare l’internalizzazione degli appalti sanitari e l’uscita dalla precarietà, che continua a negare il rispetto dei tempi per le prestazioni sanitarie, che in pochi anni ha smantellato decine di migliaia di posti letto, chiuso ospedali, cancellato i servizi ambulatoriali sul territorio e attaccato il sistema dei consultori.

Oggi che il Covid-19 ha reso evidente la centralità della lotta per la salute delle persone e dei territori, il Coordinamento Cittadino Sanità insieme con i Movimenti di Lotta per la Casa, invita tutta la metropoli che lotta per ottenere condizioni di vita dignitose a incontrarsi

giovedì 11 giugno 2020 alle ore 17:30

nel cortile dell’occupazione abitativa di viale delle Province 198

– all’aperto con mascherine e quant’altro –

per organizzare insieme un percorso che entro il mese di giugno costruisca una grande manifestazione sotto la Regione per rafforzare le vertenze già in atto, dagli appalti OSA del Policlinico Umberto I ai vincitori dei concorsi pubblici per medici, infermieri e OSS, dalle vertenze per le aperture dei consultori al superamento delle liste d’attesa, dal rafforzamento della medicina territoriale ai servizi di assistenza domiciliare, dalla presa in carico dei pazienti al blocco dell’intramoenia.

Questo è solo un elenco parziale perché è nostra intenzione mettere lo spazio di discussione di giovedì 11/6 e l’intero percorso verso la regione, a disposizione di chiunque voglia portare il proprio contributo per la costruzione condivisa di una forte e capillare iniziativa sui territori che prepari e alimenti la mobilitazione.

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